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Gabriel Impaglione
Lanusei, Italia
Ai miei amici
Forse circolo d’ essenze che s’inebriano
Per sviluppare la luce, lo stesso canto degli astri
Sopra il rombo del tempo.
Cinta d’ argento dove le chitarre
Alzano palmo a palmo la voce
Degli augurii.
Con voi ho saputo la sostanza migliore d’ ogni terra,
scoprii il cereale, le ferramenta,
e in ogni mano in alto
l’altezza dei sogni.
L’aria nuova dove imparai nostalgie
Chiama alle finestre, adesso, con campana,
viene ogni riunione a trarre i suoi nomi,
lavoro della memoria che rintocca parole
e corona la festa delle fraternità.
Oh quanta ansietà nell’abbraccio, come s’allunga
Il giorno quando vi vorrei!
Questa urgenza che la tenerezza detta
Nella distanza!
Questo adesso di adesso dove il vino aspetta
La consacrazione della sua sostanza,
la piena e poderosa armonia dell’incontro.
Non sarà il tempo muro né museruola
Né questa fratturata sera una ferita infinita.
Intanto vi aspetto
Sempre e sempre
Mi vedranno arrivare con la rosa
Dei venti
Con la vita a mani piene
E una coppa di luce mediterranea
Per alzare l’amore come bandiera mai vinta.
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